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OSTEOMEDICA
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Terapie Complementari
10 Febbraio 2010

I Principi Omeopatici

I principi dell'omeopatia sono contenuti nelle opere di Samuel Hahnemann (1755-1843) ed in particolare nell'Organon, il suo testo teorico principale, edito nel 1810.

I Principi Omeopatici

I principi dell'omeopatia sono contenuti nelle opere di Samuel Hahnemann (1755-1843) ed in particolare nell'Organon, il suo testo teorico principale, edito nel 1810. Hahnemann nacque e visse in Germania, dove studiò medicina e chimica. Deluso dalla medicina dell'epoca, basata su pratiche spesso cruente e inefficaci, sviluppò gradualmente una nuova approccio terapeutico.

I Principi Fondamentali

1. Principio di Similitudine (Similia Similibus Curantur)

Il principio base dell'omeopatia afferma che ciò che causa i sintomi in una persona sana può curare gli stessi sintomi in una persona malata. Questo principio venne enunciato per la prima volta da Hahnemann dopo aver osservato gli effetti della chinina, che alla dose elevata causava sintomi simili alla malaria che invece curava a basse dosi.

2. Il principio delle diluizioni infinitesimali

Le sostanze omeopatiche vengono diluite ripetutamente secondo un processo di "potenziamento". Secondo Hahnemann, la diluizione non riduce l'efficacia del rimedio, ma al contrario la aumenta. Le scale di diluizione più comuni sono:

  • Scala decimale (D): diluizione 1:10
  • Scala centesimale (C): diluizione 1:100
  • Scala cinquantesimale (LM o Q): diluizione 1:50.000

3. Il principio della singolarità del rimedio

Secondo questo principio, in un determinato momento il paziente dovrebbe assumere un solo rimedio omeopatico, quello che meglio corrisponde alla totalità dei suoi sintomi.

4. La sperimentazione sull'uomo sano

A differenza della medicina convenzionale che sperimenta i farmaci su animali o in vitro, l'omeopatia si basa su sperimentazioni condotte su volontari sani. Queste sperimentazioni, chiamate "prove patogenetiche", hanno lo scopo di raccogliere tutti i sintomi che un determinato rimedio può indurre.

5. La concezione olistica della malattia

L'omeopatia considera la malattia come uno squilibrio generale dell'organismo, non come una patologia localizzata. Il trattamento si rivolge all'intera persona, tenendo conto non solo dei sintomi fisici ma anche di quelli psichici ed emotivi.

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